IN ITALIA E’ PIÙ FACILE DIVENTARE UN POLITICO O UNO YOUTUBER CHE UN REGISTA

Intervista a Federico Malafronte, giovane Regista Romano

Il cinema Italiano ha bisogno dei suoi maestri, e di sognare, le giovani generazioni di registi sono troppo influenzate da cio’ che accade sul web, perchè ormai gran parte del pubblico preferisce perdere inutili ore davanti a notizie superflue piuttosto che guardare un bel film. Il web è una grande fonte di novità, ma non rende liberi di pensare, ruba molto tempo ai rapporti personali e alle storie quelle vere che si dovrebbero raccontare. In italia fare un’opera prima è un’impresa molto più ardua che diventare politico o uno Youtuber seguito. La televisione Italiana , RAI in particolare, sta cercando di stare al passo con le grandi serie internazionali e dell’antagonista SKY ,con difficoltà notevoli, dettate dalla diversità di Budgets messi a disposizione dal mercato straniero . E sempre più difficile portare persone al cinema , perchè l’avvento delle serie tv ha abituato il pubblico ad avere un’appuntamento settimanale, o addirittura per chi è un vero bulimico di queste serie, di potersi chiude facendo maratone di “house of cars” piuttosto che di “mad man” o “Gomorra” .

Hai fatto una web Series “fired” : secondo te, si avvicinano al mercato del cinema e delle grandi serie tv?

Non so dire se le web series siano uno strumento che possa portare i giovani registi ad essere liberi di fare cio’ che vogliono, troppa libertà disperde l’obbiettivo vero per il quale si è scelto di fare questo mestiere, non so se il regista di web serie sia una nuova categoria, visto che molti di questi non ambiscono ad un’opera cinematografica,  ma a rimanere nel web. Molti piccoli produttori preferiscono le serie web perchè molto spesso sono fatte con pochi mezzi e hanno costi minori ,questo a scapito di chi magari dovrebbe o vorrebbe ambire a qualcosa di più. Non avere produttori che ti consigliano , che investono su un progetto, su un regista, che ti impongano e determinino in quella che dovrebbe essere un’industria, non so se sia un vantaggio per chi fa web. Forse è un fenomeno troppo “giovane” con ancora molti punti interrogativi. Da pochi anni sto seguendo le web serie, ma non riesco a capire sinceramente se vi siano degli interessi economici e se vi sia una prospettiva futura d’industria. Eccetto pochi casi, mi sembra che vi siano una miriade di piccoli prodotti fini a se stessi. Mi sembra un mondo troppo inquinato da fenomeni come quelli dei youtubers o video tutorials, mentre invece , se fatto con i giusti criteri, potrebbe diventare una nuova risorsa per creare un piccolo contenitore di mini-serie che potrebbero diventare poi opere cinematografiche vere e proprie o serie tv più importanti. Non so se le web series siano un linguaggio vero e proprio di affermazione qui in Italia; nonostante io abbia fatto “Fired” che ha anche vinto diversi premi come quello al Roma Web festival , e che andrà a rappresentare l’Italia al festival di Seoul in Corea del Sud, credo che non ci sia dietro una vera e propria industria.Trovo sia più utile per un regista poter proporre ad un attore o ad una produzione un cortometraggio ,che  ha una dinamica che si avvicina molto di più al mio pensare di fare cinema e di potersi confrontare con qualcosa che si avvicini molto più ad un film , o ad una serie tv.
Dico questo no per disprezzare le web serie, ma perchè nella mia piccola esperienza mi sono reso conto che nonostante un ottimo cast ,una troupe di professionisti , sceneggiatori che hanno creduto in un progetto, e uno sforzo economico da parte di tutti , poi non vi e stato una continuazione, almeno per il momento, perchè forse troppo costosa come serie o perchè magari non interessava abbastanza ad eventuali investitori. La mancanza di sponsor e di distribuzioni ha fermato un bel progetto che piaceva a molti ma del quale poi nessuno si e voluto prendere la responsabilità di farlo diventare migliore, o ambire a qualcosa di più grande. Credo che la tematica dei Licenziamenti sia universale, e che possa interessare moltissime persone di varie fasce di età. Il supermercato del lavoro che parla di licenziamenti ha secondo me molti clienti, pronti ad appassionarsi alle vicende dei personaggi di “Fired” ma per ora possiamo dire che siamo stati licenziati tutti noi, nonostante i premi.

Quindi vincere i premi serve a qualcosa?

Vincere i premi e poi non continuare, non produrre nuove puntate non serve a niente, bisogna avere un’industria che porta avanti nuovi progetti finanzianti , con investimenti; le web serie i cortometraggi come i film hanno bisogno di avere l’ambizione di migliorare, non si può vivere nell’utopia di continuare a fare piccole cose che rimangono dentro casa. I progetti vincenti non sono quelli che vincono i premi nei festival ma quelli duraturi, e sopratutto che ampliano il loro pubblico, anche rivolgendosi a quello estero, basta guardare  come il mercato estero sia entrato prepotentemente nelle nostre case. Non si possono fare cortometraggi e web per una propria soddisfazione personale. Mi piace più il concetto di condivisione che quello di adulazione. Quindi ben vengano i premi, ma solo se servono realmente a divulgare e far conoscere ancor di più un progetto.  I festival sono un’ottima occasione per conoscersi , condividere , confrontarsi ; se diventano l’ennesima occasione per fare sfilate , allora servono a poco.

Hai fatto anche videoclip musicali, vincendo dei premi : cosa pensi del mercato dei videoclip te che ne hai prodotti e realizzati come regista?

Il mondo dei videoclip è straordinario , ormai i cantanti anche quelli poco conosciuti si affidano a questo nuovo linguaggio per potersi collocare nel mercato della discografia, o comunque crearsi un’immagine. Secondo me è un’ottima occasione per raccontare una bella storia tramite immagini .Quando penso ad un videoclip mi dico sempre” mai sopra te mai sotto te ma sempre al tuo fianco” ; musica e immagini devono andare a braccetto , l’una aiuta l’altra, ed è un modo per poter dar sfogo alle proprie fantasie e ai propri sogni senza avere un limite o una grammatica. Credo sia un settore bellissimo,per me è sinonimo di adrenalina e allegria, li faccio sempre con tanto entusiasmo. Penso che ci siano tanti bravi registi di videoclip in italia , e molti di loro sottovalutati;  il mercato dei videoclip negli ultimi anni ha avuto una enorme crescita e questo anche grazie a tanti gruppi di creativi che hanno guardato all’estero per poi portare qui in italia un linguaggio che esiste da molto tempo. Amo il mondo della musica e penso che non si possa vivere senza.

Che progetti hai per il futuro?

Mi piacerebbe molto che si concretizzasse un progetto al quale sto lavorando e che ho nel cassetto da un po’ di tempo , e che vede come protagoniste, tutte donne. Vorrei tanto lavorare con un cast tutto al femminile. Ne ho già parlato con alcune amiche attrici e si sono entusiasmate. In Italia abbiamo bisogno di belle sceneggiature e  bei personaggi femminili . In cantiere c’è un cortometraggio, e sicuramente il prossimo inverno tornero’ con la  sperimentazione del teatro, quello off, piccole botteghe sconosciute dove si può azzardare con bravi attori, ed essere liberi di dare sfogo alle proprie fantasie e sogni.

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