ALESSIO GUADAGNOLI. UNA VITA SULLA BATTERIA

Chi ci legge sa che siamo soliti intervistare personaggi dello spettacolo e artisti in genere ( Enzo Salvi e Maurizio Battista , Massimo Boldi, la Danza Orientale di Arianna Mecozzi e ancora Maurizio Casagrande, Claudio InsegnoPino Quartullo ). Più ho occasione di parlare con qualcuno di loro più rimango ogni volta, invece di abituarmi come dovrebbe essere, stupito dalle cose che mi racconta. Si sente nel tono della voce e nel modo di raccontare gli episodi importanti della vita tutta la passione e la voglia di riuscire a fare quello che l’istinto lo ha spinto nell’intraprendere una certa strada, fino ad arrivare al compimento del sogno.

Oggi ho avuto modo di farmi raccontare, con dovizia di particolari lo vedrete, il tragitto artistico ma soprattutto umano e personale che ha portato Alessio Guadagnoli (https://www.facebook.com/lello.splendo.754), The Jungle Drummer (https://www.instagram.com/thejungledrumofficial/ ), ad essere uno dei più grandi batteristi al mondo.

Alessio classe 1985, è originario di Rieti e ha scoperto l’attrazione verso lo strumento della batteria all’età di dodici anni andando nei corsi musicali che si fanno a livello scolastico, ma dopo i primi tentativi e la frequentazione di una scuola di batteria gli viene sconsigliato dal suo insegnante di proseguire in quanto apparentemente tutto fuorché portato a suonare quello strumento.

Però come in molti casi accade la passione era talmente forte che si fa dare dei VHS di due batteristi tra i più conosciuti al modo, lo statunitense Dennis Chambers il batterista dei Santana e l’australiano Virgil Donati quest’ultimo di origini italiane, e si mette a guardarle, riguardarle e ripeterne tutti i movimenti da mattina a sera fino a che non riesce a padroneggiare la batteria.

Scatta finalmente la molla e improvvisamente le bacchette diventano le sue seconde, anzi le prime, mani ma l’istinto di Alessio è davvero oltre infatti il suo maestro riconosce in lui delle capacità molto molto al di sopra di tutti gli altri, continuando però a dire che lo studio della batteria non rientra nelle sua capacità…Si ritrova infatti al saggio di fine anno ad esibirsi in un pezzo da solista. Questo per rendersi conto del tipo di artista e persona che vi sto presentando.

All’età di sedici anni manda una videocassetta alla Scuola Italiana di Batteria, di cui fanno parte i migliori cinque batteristi italiani cioè Paolo Pellegatti, Christian Meyer, Ellade Bandini, Walter Calloni e Maxx Furian, e viene con sua enorme sorpresa e indescrivibile gioia invitato a partecipare alla quinta edizione della Lunga Notte della Batteria che si svolge al Teatro Giovanni XXIII di Cusano Milanino il 19 aprile del 2004. Il successo dopo il suo assolo fu unico: prime pagine delle riviste del settore e la conseguente chiamata al Perc Festival Memorial Naco, un festival delle percussioni che si svolge ogni anno a Laigueglia(Savona) uno dei più bei borghi d’Italia, dove durante la sua esibizione Rick Van Horn, il più famoso scrittore di settore che pubblica su tutte le riviste specializzate statunitensi, impazzisce letteralmente salendo sul palco insieme a lui.

Da lì la consacrazione mondiale con articoli su la rivista-bibbia del settore che è Modern Drummer, e ancora su Drum, Batteur, Percussioni, Batteria eccetera, insomma la stella di Alessio Guadagnoli finalmente brilla di luce propria. A soli diciotto anni.

A questo punto però il talento e l’istinto si rende conto Alessio che non possono bastare e allora prende armi e bagagli e decide di andare a lezione da Maurizio Dei Lazzaretti, noto batterista italiano, nonché dal 2001 componente dell’orchestra Rai per il Festival di Sanremo, il quale dopo un po’ gli dice che ha esaurito tutto quello che avrebbe potuto insegnargli, di conseguenza si ferma per circa due anni a studiare delle tecniche particolari del batterista austriaco Thomas Lang uno de più grandi insegnanti al mondo di tecnica, da cui lo studio anche dell’anatomia per capire esattamente come interagiscono l’emisfero destro e il sinistro, al fine di perfezionare i movimenti.

In pausa di nuovo e per “ritrovare in un certo senso le origini” cerca Walter Martino, altro conosciutissimo batterista parliamo dei Goblin di Claudio Simonetti (chi non ha mai sentito la colonna sonora di Profondo Rosso?) il quale gli consente di “mettere in ordine” tutte le sue conoscenze e capacità, questo per un altro paio d’anni fino ancora ad esaurire ancora tutto quello che era in grado di apprendere.

A seguire si butta nello studio solitario delle tecniche di Mike Mangini, conosciuto come mister 1180 colpi singoli al minuto, e si allena talmente tanto da superare questo primato anche se non è considerabile ufficiale in quanto non certificato.

Di seguito cerca Valter Sacripanti, batterista e arrangiatore che ha collaborato fra i tanti con Loredana Bertè e Nek sempre con lo scopo di affinare al massimo tutte le tecniche estreme che aveva appreso negli anni.

Ancora da Emanuele Smimmo, conosciuto come il batterista dei due mondi e nel frattempo frequenta anche per un po’ il Conservatorio, che abbandona in quanto un insegnamento indirizzato solamente su percussioni a tastiere e non comprendente la batteria non lo interessano.

Al momento a differenza di prima in cui si muoveva spesso anche per spettacoli live ha deciso di non muoversi quasi da casa sua facendo cose di nicchia e dedicando il suo tempo in studio di registrazione, oltre all’insegnamento di queste fantastiche tecniche riportate da lui in Italia a chi è appassionato, perché l’insegnare ad altri quello che sa ad Alessio piace davvero e ci mette tutto il suo impegno a livello umano.

Per Alessio è fondamentale la differenza tra musicista e artista. Riassumendo, quello che mi ha trasmesso potrei dirlo così: un conto è insegnare e conoscere le regole la musica, altro è esprimere con lo strumento quello che ti senti di tirare fuori, appunto l’istinto. Potete vedere di cosa è capace in alcuni video a fine articolo.

Ci sono due particolari aggettivi con cui viene definito spesso: il primo è trasformista, in quanto nel giro di poco tempo lui cambia fisionomia e aspetto fisico in maniera notevole, una caratteristica davvero molto particolare più unica che rara e il secondo genio multiforme perché Alessio ogni qual volta ha interesse verso qualcosa e ha bisogno di un oggetto specifico per avvicinarcisi cerca di realizzarlo lui di persona a mano, dedicandoci magari un sacco di tempo. Ancora la passione come si vede da questa caratteristica che comanda i suoi comportamenti.

Questo è Alessio Guadagnoli.

Non è tutto, l’altra ragione per cui ho avuto molto piacere di conoscere Alessio è la passione che abbiamo insieme al nostro amico comune Enzo Salvi per gli animali e in particolare quelli esotici. Fin da piccolo il suo amore verso questi è stata l’altra metà del mondo per questo ragazzo, ma qui mi voglio fermare apposta perché c’è un altro Alessio che ha avuto un’esperienza molto profonda e particolare legata ad un episodio della sua vita risalente a qualche anno fa e di cui vi parlerò la prossima volta.

A presto.

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